martedì, 08 settembre 2009

Last exit

Anche le cose belle finiscono.
Figuriamoci le stronzate.

Questo blog chiude.
Dopo aver tirato la carretta per 5 anni, è evidente che non ho più voglia di continuare. Ho scritto cose divertenti e non, serie e non (tendenzialmente non, direi), ma ultimamente è diventato un peso. No, ok, non c’è esattamente una folla che mi chiede a gran voce di scrivere un post. Va bene. Però per me tutte le cose sono un peso, un modo per punirmi, un’espiazione.
Francamente, per un semplice blog, questo mi sembra eccessivo.

Se non ho più niente da dire, non dico niente. Mi pare che in rete – e non solo – ne abbiamo più che a sufficienza di persone che devono dire qualcosa a tutti i costi, pur non avendo alcunché da dire. Questo andava bene, anche per me, quando magari il parlare di niente poteva quantomeno far ridere.
Ma mi sono stancato. Al momento non ho una grande vena comica. Prima che questo blog diventi un caso mondiale di accanimento terapeutico, stacco la spina (prima che diventi illegale anche per i blog).

I ringraziamenti sono inutili, chi mi ha seguito lo sa.
I blogger che ho conosciuto, in un modo o nell’altro, anche – e quello rimane. Se dio vuole, ho ancora una vita che esula – anche se non sempre - dalla rete.

Queste pagine rimangono comunque aperte. Non c’è motivo di cancellare tutto o chiuderlo al mondo. Non chiudo il blog per vergogna di quanto ho scritto (non so… dovrei?).
Beh, ci siamo divertiti. Almeno, io sì. Che altro dire?
Niente, direi.
È solo un blog che chiude.
Ciao.

Scritto dal Maestro alle 10:57 | commenti (2)
venerdì, 19 giugno 2009

Appunti per un improbabile stato palestinese

Il premier israeliano Netanyahu ha pronunciato un discorso in cui ha aperto alla possibilità della creazione di uno stato palestinese. Tendenzialmente nel deserto del Gobi, con buona pace dei Mongoli che tanto non hanno tutte queste fissazioni territoriali.
In effetti, a pensarci, lo stato di Israele si poteva creare in Mongolia.

1947. L'UNSCOP (United Nations Special Committee on Palestine) approva una risoluzione generale che prevede la creazione di uno stato ebraico e di uno stato mongolo nel Gobi.

"Ora la capitale Ulaan Bataar è nostra!"
"Va bene"
"... Come sarebbe, 'va bene'? Tutto qui?"
"Beh, prendiamo le tende e ci spostiamo un po' più a nord. O a est, o a ovest. Tanto c'è posto per tutti, che problema c'è?"
"A ovest no."
"Perché no?"
"Perché lì... beh, ci serve, ecco. Così dicono le Scritture."
"Ok, andremo a est."
"Sacrilegio"
"Eh, allora che vogliamo fare? Se andiamo a sud va bene?"
"Eh mica lo so. Lì volevamo traslocare il Muro del Pianto."
"Ho capito, ma cazzo, a nord fa freddo! Arriva il vento siberiano."
"Costruite delle case seire, no?"
"Saranno pure cazzi nostri? Se avevamo costruito delle case serie, ora lo spazio chi ve lo lasciava?"
"Beh, ci prendevamo quelle. O le tiravamo giù. I coloni non possono mica avere case qui."
"I coloni? Abitiamo qui da parecchio, non siamo esattamente coloni"
"Vabbé, via ora, che abbiamo da fare."
"Oh, e però cazzo! C'è modo e modo"
"Terroristi! Ragazzi, caricate i missili"
"I MISSILI? Ma dico, siete impazziti, state calmi!"
"Voi, costruite un muro, qui, per tenere lontani questi tizi"
"Un altro? Avete rotto le palle, e tutti qui venite a costruire le muraglie? Ma che è, un pascolo?"

Le cose, come sappiamo, non sono andate così.
I palestinesi, che da parte loro sono meno affabili dei mongoli (e vorrei ricordare che i mongoli spellavano vivi i prigionieri di guerra. Non mille anni fa, parlo della II guerra mondiale), decidono che in fondo non è una buona idea quella di ritrovarsi coloni in casa loro. E viene fuori un casino bello e buono.

Dopo una sessantina d'anni che non sto a riassumere perché la rete non ha abbastanza spazio, il primo ministro Benjamin Netanyahu si dice possibilista sulla creazione di uno stato palestinese.
Considerazione palestinese uno: ma non si era già fatto nel '48? Cioè, l'idea di base era che noi, preesistenti, spartivamo la terra con voi, coloni in aumento, il che mi sembra già piuttosto gentile, se vogliamo. E poi VOI eravate i coloni, scusate!

Vabbé, le cose vanno come vanno e ci ritroviamo qui.
Ma è evidente che Netanyahu ragiona un po' come mia madre.

Quando ero in terza media, volevo una bicicletta nuova: mia madre disse che me l'avrebbe regalata se fossi stato promosso agli esami.
E che ce vo', pensai! Ero il migliore della classe da tre anni ininterrotti, non mi pareva 'sta sfida impossibile.
A una settimana dagli esami, ricordando il nostro patto, lei disse che ovviamente dovevo essere promosso con il voto massimo. Ecco, questo non si fa, non puoi cambiare le regole in corsa, soprattutto a una settimana dalla fine. Ma vabbé, l'esame prometteva bene, e il risultato fu quello sperato
Mia madre, naturalmente, mai doma, continuò a porre condizioni sempre più fantascientifiche, fino a perdere completamente il contatto con la realtà

"Il voto deve essere il massimo, e l'unico della scuola"
"Beh, non vedo perché. E in ogni caso, come faccio a impedire che altri prendano ottimo?"
"Problema tuo! E poi devi farlo bendato"
"L'esame?"
"Lo scritto, in particolare"
"Ah..."
"Nudo."
"..."
"Su un carro armato dipinto di rosa"
"..."
"Allora forse, se avrai abbastanza soldi potrai comprarti una bicicletta"
"Ehi!"
"...di cioccolato"
"..."
"Contento?"

Finora tutte le iniziative israeliane hanno allontanato l'obiettivo primario, ovvero la ferma convinzione, da parte dei palestinesi, che bisognasse radere al suolo Israele: fine dei negoziati bilaterali, distruzione dell'ANP, il ritiro unilaterale da Gaza, la costruzione del muro, lo sradicamento dei coloni, il rifiuto delle proposte di pace della lega araba.
Poi dice che Hamas vince le elezioni.
Eh beh.

Alla fine della fiera, Netanyahu ha fatto lo stesso giochino di mia madre.

"I palestinesi devono riconoscere Israele come patria del popolo ebraico"
"Come no! L'avremmo riconosciuto come tale anche se fosse stato creato in Mongolia, eh? Tranquilli. Mica per questo vi siete piantati qui?"
"Lo stato palestinese, poi, deve essere smilitarizzato"
"Ehm, e il vostro no?"
"No, certo."
"La logica sarebbe...?"
"Che ce l'avete con noi!"
"Eh, minchia, però voi avete i missili, noi sì e no i sassi. Comunque vabbé, non mi sembra molto equo."
"Inoltre dovrete rinunciare al ritorno dei profughi"
"Scusa? E perché??"
"Perché sì!"
"Ma... non ha senso! Voi siete tornati qui perché eravate tutti profughi! Noi che siamo, i più stronzi del Mar Morto?"
"E poi Gerusalemme non è più la vostra capitale. Non sarà divisa, ma unita e israeliana"
"Ma... ma..."
"Bene, ora scusate ma dobbiamo andare avanti con la costruzione degli insediamenti"
"Ehi, ma voi siete completamente pazzi! Ho capito che parlate con Dio, ma Dio a voi non vi parla più dai tempi dell'assedio di Jericho. Non vi fa riflettere questa cosa?"

Qualcuno dovrebbe peraltro far notare a Netanyahu che il 64% dei cittadini israeliani è favorevole ai due stati. Due stati seri, non uno israeliano e uno di Legoland, che si può smontare e mettere in una scatola ogni volta che si vuole. Tra questi il giornalista di Ha'aretz, il principale quotidiano israeliano, da cui ho preso buona parte delle notizie per questo post (no che non leggo l'ebraico! Ovvio che l'ho preso da Internazionale!)

Ora, dopo la buffonata della Road Map, credevo davvero di aver visto tutto.
Ed è sempre un po' bello - e un po' brutto, un po' di più - scoprire che non c'è mai fine.
Al peggio.

Scritto dal Maestro alle 14:34 | commenti (1)
sabato, 13 giugno 2009

Gheddafi

Con il ministro Mara Carfagna accanto, il leader libico ha affermato che le donne vengono usate "come mobilio nei Paesi arabi"

Vabbé, ma con la Carfagna che ci fai, in effetti? Puoi giusto usarla per poggiarci il cazzo quando non lo usi.

Scritto dal Maestro alle 20:29 | commenti (2)
giovedì, 11 giugno 2009

Pubblicità

Io lo capisco, davvero, che dopo un secolo di pubblicità, quelli che le creano non sanno più che accidenti inventarsi. Lo capisco, mi sta bene. Però cristo.
Ecco.

A volte mi chiedo: ma le guardano, dopo averle realizzate? Per quante mani passa uno spot pubblicitario, prima di approdare nell’etere? Ci sarà una cricca di colletti bianchi che lo guarda e dice “ma sì, questo funzionerà!”, o tutto viene fatto nel cuore della notte da un tipo che la sera prima ha mangiato i peperoni ripieni di lardo e la mattina dopo ha già creato lo spot, lo ha venduto al cliente e lo ha passato su tutte le emittenti nazionali senza che nessuno abbia avuto la possibilità di aprire bocca in proposito?


Voglio dire: il tizio che fa la pubblicità di non so che deodorante sostiene di essere un ricercatore (in effetti ha un’età indefinibile tra 35 e 90, è un uomo chiaramente distrutto dalla professione, ha la tipica espressione dello scioperando sottopagato, e dice cazzate), e ha scoperto una cosa che ha – a dir poco – dell’incredibile: i test della sapienza (ahah!) hanno dimostrato che i deodoranti tendono a perdere efficacia durante il giorno.
Minchia!

Quanto ci è costato finanziare una ricerca di questo tipo? Beh, niente, ok, in questo paese nessuno finanzia la ricerca, ma avete capito il punto.
Insomma, bastava chiederlo a chiunque per strada.

“Salve. Lei ha un deodorante?”
“Ehm… sì, perché?”
“E tende a perdere efficacia durante il giorno?”
“Oh mio dio. Perché, si sente?”
“No, volevo solo sapere se il suo deodorante tende a perdere efficacia con il tempo.”
“Beh, certo, altrimenti avrei ancora addosso l’odore del Fissan che mi metteva mia madre a 6 mesi, non crede?”
“Uhm… devo dirlo alla mia equipe della Sapienza.”
“Credo che lo sappiano.”
“Non ci giurerei.”
“Bene.”

Poi.
Quelle per gli adolescenti. Mio dio, amico, ma ribellati!
Allora: tu porti la tua cretina in un locale, poi lei a un certo punto decide di fare il test di compatibilità tra voi, mandando tuonome e suonome al 48dio-sa-cosa. E come va a finire? Che le arriva una risposta tipo “23%”, quindi lei fa la cosa più ovvia: ti tira in faccia il drink e se ne va.

“Dico, ma sei scema? Ma ti devo veramente pestare come l’uva qui davanti a tutti? Che diavolo ti prende?”
“Scusa, ma non siamo compatibili”
“Eh?”
“La nostra compatibilità è solo al 23%”
“Ok, facciamo così: io mi siedo e tu mi dici di che cazzo stai parlando, ok?”
“Ho fatto il LoveTest ed è venuto fuori che siamo compatibili al 23%. Quindi…”
“Ma se stiamo insieme da 6 anni!”
“Eh, ma prima questo servizio non c’era.”
“Cazzo, mi hai fatto comprare una casa!”
“Oh, e mica è colpa mia se l’ho scoperto solo ora”
“Ho cambiato lavoro per venire a vivere in questo buco di merda! Sei fuori di testa?”
“23%, capisci?”
“…”
“…”
“Capisco.”
“Mi hai ingannata!”


E via così.
E i tizi che vanno a comprare il divano e passano la mattinata a cercare Zero, il loro tasso?
Groan, che tristezza…

“Zero? Zero?”
“Scusi, ma chi cerca?”
“Il mio tasso, il tasso Zero.”
“…prego?”
“Eh, si è infilato qui sotto, mi dia una mano”
“Un tasso?”
“Sì, lo porto sempre con me.”
“Ma perché?”
“Ma che ne so, prenda un bastone, magari è rimasto incastrato”
“Ehm… ma veramente”
“Presto, prima che ricominci a vomitare. Ha la colite, poverino.”

E ancora.
Le due tizie sotto le mani dei massaggiatori.

“Ah, che bel massaggio stimolante! Potessi farlo anche al mio intestino..”
“Eeeehhh?”
“Eh sì, ultimamente mi sento gonfia come un pallone”
“Ma dico, sei scema? Parla piano, almeno, no?”
“Chissà se qui fanno anche massaggi stimolanti all’intestino…”
I massaggiatori vomitano all’istante

L’autista dell’autobus con la tosse? Ne vogliamo parlare?
Dico, ma portati una cazzo di bottiglietta di sciroppo, e ne bevi un sorso quando è ora no? Cos’ha che non va? Ma no! Qualcuno ha pensato che doveva essere più comodo inventare una compressa che si scioglie in acqua calda, così quando non puoi prendere lo sciroppo, usi quella.
Acqua calda? E dove la prendo, dal radiatore dell’autobus? Ma perché, se bevo dalla bottiglietta che problema c’è? Da quando gli autobus hanno il rubinetto dell’acqua calda?

Vorrei inoltre ricordare a tutti che esiste l’acqua che elimina l’acqua.
Con questo ho concluso.

Scritto dal Maestro alle 14:26 | commenti (4)
mercoledì, 20 maggio 2009

Laura, ma quanto sei cretina, Laura?

Il modo migliore per iniziare una giornata, se siete di umore eccessivamente buono e conciliante (ma a me non capita mai) è afferrare uno o due quotidiani gratuiti, tipo Metro, City, Leggo (il peggiore), saltare le notizie – tutte – e andare direttamente alla pagina delle lettere. Le lettere dei lettori, esatto, quella pagina in cui ogni deficiente di questo paese (fatevi un po’ il conto) sente non solo il bisogno, ma l’opportunità di dire quello che pensa su qualunque argomento nel momento in cui lo pensa. Il merito è di Maurizio Costanzo, che un giorno ha deciso che faceva figo inventarsi la figura dell’opinionista: un tizio che pensa delle cose e le dice. Giustamente mia nonna – 85 anni, Alzheimer incipiente e depressione senile – si è chiesta: e perché io no? Quindi al teatro Parioli, il prossimo autunno, faranno il “Mia nonna con l’Alzheimer show”.

Tutti sono opinionisti.
Tutti pensano delle cose che ritengono valide in quanto opinioni personali, e come tali degne di rispetto.
Ciò è falso, ed è male.
Le opinioni degli altri non vanno rispettate – mai – per il semplice fatto di essere opinioni. Se sono stupide, vanno bollate come tali e presto dimenticate. Non prima di essere state ovviamente insultate insieme al loro portatore.
Il problema è che, in molti campi del sapere, non c’è più il rispetto per il giudizio valido, a fronte di quello soggettivo: se io sono – che so – Giulio Ferroni e dico che “sapere che i libri di Moccia entrano nelle scuole mi fa rabbrividire (sic.)”, il mio parere critico è forse un po’ più autorevole di quello di debborah con l’acca che guida una minicar parlando al cellulare con le sue mutande di dolce e gabbana rimaste a casa nella borsa di Gucci.
Debborah, a me che Moccia ti piace non me ne frega un cazzo, sei priva di gusto e tali rimani. Debborah, puoi anche leggerti quell’infelice di Brizzi (che ormai, per fortuna di noi tutti, è ridotto a un tronco umano che dice stronzate solo nei programmi per gggiovani™ di MTV), e ti può anche piacere, però questo non ti dà diritto ad avere opinioni sulla letteratura o sui libri, capisci? Cogli la differenza tra Brizzi e Bulgakov? No? Bravissima. Ora torna a limarti le unghie. In silenzio, per favore.

Come dovrebbe fare Laura, che se invece di scrivere ai giornali divorasse i suoi stessi escrementi farebbe una figura migliore davanti agli occhi del mondo e di gesù bambino.

Laura, ma quanto sei cretina?
Ti vedo, Laura, nella tua Smart giallo fastidio, che con una mano tieni il telefonino e con l’altra ti trucchi, mentre mille pensieri si affollano nella mente. Di qualcun altro.
Laura, perché scrivi lettere ai giornali, ‘rcodio?
Perché, dovete sapere, Laura scrive a E-Polis, il 18 maggio, e dice: “I clandestini ai semafori sono un problema perché causano gravi incidenti stradali, altro che cellulare o un po’ di birra. Per questo bisogna vietare la loro presenza, è un problema di sicurezza”.
Ma suvvia, Laura, quanto sei cretina? Perché devi esporti al ridicolo? Ah, nessuno pensa più che tu sia ridicola? È vero, epperò checcazzo, Laura, denuncia tua madre che ti ha fatto così stupida! Ribellati, cristo!

Laura, continua a guidare la tua Smart, col cellulare e un po’ di birra. Segui il vento che arriva dal mare, quella brezza che porta odori lontani, seguila, viaggia con la tua scatola a rotelle, Laura, vai verso l’oceano. E per favore, davvero, per favore, Laura, quando sei alla fine del molo, non ti fermare.
Laura.

Scritto dal Maestro alle 17:37 | commenti (6)
mercoledì, 11 marzo 2009

Il diavolo dell'avvocato

Un'altra magnifica avventura lavorativa si è recentemente conclusa. Questa volta ne sono un po' più fiero, ma la cosa non è di per sé molto consolante.
Comincia che lavoro per un'agenzia che fa roba per avvocati. Sapete, no? File al tribunale, commissioni varie, cose così, tutta quella roba che gli avvocati non fanno perché non hanno tempo (anche se fa parte del loro lavoro, al che io mi chiedo che lavoro è quello che non hai tempo di fare? Il lavoro sbagliato per te, mi rispondo. Ma nessuno mi ascolta. A parte me, certo).
Il mio stranocapo mi spiega sommariamente cosa c'è da fare, come farlo e dove farlo.

"Praticamente il promoter."
"Praticamente il rappresentante porta a porta."
"Beh, il promoter."
"Il promoter door to door?"
"Yes"
"Two balls" - questo l'ho solo pensato.

Vabbé, e si comincia.
Come tutti i lavori di questo tipo, si incontra un sacco di gente, e ne nascono situazioni piuttosto comiche

"Salve sono Tizio della SoggettiVari. Posso parlare con l'avvocato Leccarane?"
"No, l'avvocato ha i diverticoli"
"...prego?"
"È a casa, non sta bene"
"Ah. Ehm, ok.."

"Salve sono Tizio della SoggettiVari. Posso parlare con l'avvocato ÄŒikatilo?"
"No, guardi, l'avvocato non è interessato a parlare con nessuno"
"Ah. Poteva scegliersi un altro lavoro!"

"Salve sono Tizio della SoggettiVari. Posso parlare con l'avvocato Timberlake?"
"Un attimo, di cosa si tratta?"
"Bla bla bla"
"Ora vedo"
...
passano 20 minuti
...
"Guardi, l'avvocato non è in studio"
"Minchia, 20 minuti per scoprirlo? E che cazzo di studio avete?"

Insomma, un'allegria degna del pejior cabaret de Caracas.

Poi succede l'incredibile.
Lo stranocapo mi chiama, una mattina, incazzato come solo un capo sa essere.

"Che fine hai fatto?"
"Ehm... nessuna in particolare. Perché?"
"Io non ho più avuto tue notizie, non so cosa stai facendo, se stai lavorando. Non mi hai più fatto sapere nulla! Non si lavora così, devi tenermi aggiornato! Eccetera!!"
"Beh, le ho mandato l'ultima relazione via mail giovedì, oggi è lunedì, non credevo le volesse così ravvicinate" (dove non credevo sta per "brutto cretino me l'hai detto tu!")
"Va bene, ma nemmeno una ogni tre mesi!" - nota: lavoro da dieci giorni.
"Certo, ma da giovedì a lunedì non c'è stato molto da aggiornare. Quella di giovedì era incompleta?"
"No, ma non capisco, era fumosa, mi dicevi di voler fare questo e quello ma io ho bisogno di sapere i risultati del campo" - per quello ci sarebbe gazzetta.it, ma vabbé
"Perché fumosa? Le ho scritto quello che mi aveva chiesto lei. Mi dica cosa c'è che non va. E comunque, se vuole, stasera gliene mando un'altra"
"Vabbé, allora nascondiamoci dietro a un dito (eh?), facciamo finta di essere tutti formali in giacca e cravatta e va bene così" (Un non sequitur che mi ha francamente turbato).
"Mi scusi, ma non la seguo. Vuole che il resoconto sia giornaliero? Non è mica un problema."
"Giornaliero no, ma almeno informami su cosa fai. Hai cominciato 10 giorni fa e io non ho più saputo niente!"
"Come sarebbe? E la mail di giovedì?"
"Ma sì, ma quella era una roba così, a me serve di sapere dove sei andato, cosa ti hanno detto, cosa hai offerto ai clienti"
"Quello c'era nella mail! C'era un'intero allegato in excel!"
"Vabbé, senti, io non ho tempo da perdere con te, ci stai girando intorno e non sei nemmeno capace di rispondere alle domande che ti sto facendo."

Io, che nel frattempo ero all'officina a ritirare la macchina, mi sono girato verso il meccanico e gli ho chiesto:
"Gigi, tu mi senti quando ti parlo?"
"Sì, certo, perché? Che vvor di'?"
"Niente, Gigi. Grazie. Scusa"
"Comunque so' 380 euro"
"Gigi, nun te ce mette pure te. Non è il momento!"

"...quindi dimmi tu (perché lui nel frattempo continuava), come si fa a lavorare così, mi stai prendendo in giro, eccetera!"
"Scusi se glielo ripeto, ma la mail di giovedì, con la tabella allegata, cosa aveva di incompleto?"
"Vabbé, qui continuiamo a nasconderci dietro i dettagli e facciamo finta di ignorare il punto. Io non ho mica tempo da perdere"
"..."
"..."
"Ehm... capo... Le è arrivata la mail, giovedì?"
"Non lo so, sono diversi giorni che non passo in ufficio a controllare la posta".

...
Silenzio
...

Da qui in poi, tutto quello che ho detto doveva semplicemente essere qualcos'altro. Le alternative erano:

  • "Ma vaffanculo." Clik
  • "Ma allora sei ben stupido!" Clik
  • "E quando io ti chiedo perché la relazione di giovedì non va bene, tu cosa fai? Insegui le macchine come un cane?" Clik
  • "Scusi, deve aver sbagliato numero. Chi cercava?"

Invece è andata così:
"Scusi, ma quando me lo dice? È mezz'ora che cerco di capire se la relazione di giovedì era incompleta, e solo ORA, e solo perché me ne sono accorto IO, lei mi dice che non ha NEMMENO controllato se le è arrivata?"
Al che lui impazzisce. Letteralmente.
"Vabbé, allora facciamo a scaricabarile, giochiamo a trovare il colpevole invece di affrontare il problema, che tanto si fa sempre così, all'italiana. Adesso nascondiamoci dietro questa cosa, diamo la colpa a qualcuno e va bene così. Insomma come rimaniamo?"
"..."
"..."
"Ehm... rimaniamo che io tra due ore le riporto il materiale e la saluto, ok? Che forse facciamo prima e siamo tutti più contenti."

Nel pomeriggio, gli riporto tutto, lo saluto, lui mi offre un caffé che io gentilmente declino, e come se nulla fosse lui si mette a raccontare cazzi vari, mi dice di aver fatto una gastroscopia, e mi dice di averla pagata, in un centro analisi privato, QUATTROCENTOMILA euro. Lo ripete due volte, su mia richiesta. Io reprimo l'istinto di gridare "ma che cazzo sei, una balena?", poi realizzo di quando mi ha raccontato di aver pagato una settimana sulla neve VENTICINQUEMILA euro e capisco di avere a che fare con un visionario.
Io lo guardo con un misto di stupore e paura, e mi allontano guidando con la stessa espressione che hanno, nella scena finale, i sopravvissuti nei film horror.

Scritto dal Maestro alle 17:22 | commenti (6)
domenica, 08 marzo 2009

Vivaddio

Sapere che i libri di Moccia entrano nella scuola mi fa rabbrividire.

Giulio Ferroni

Scritto dal Maestro alle 13:34 | commenti (6)
giovedì, 26 febbraio 2009

Repubblica delle banane

Nel momento in cui Repubblica sente il bisogno di comunicarmi, dalla prima pagina, che l'ex moglie di Pavarotti si è fatta bionda, io sento con certezza, in un qualche punto di me, che c'è qualcosa di profondamente sbagliato in questo paese.

Scritto dal Maestro alle 12:28 | commenti (3)
martedì, 24 febbraio 2009

Generici

Perché fanno le boccette tutte uguali?
Ho preso - per errore - 25 gocce di xanax.
Volevo salutarvi, ci risentiamo in primavera.

Scritto dal Maestro alle 17:04 | commenti (1)
martedì, 17 febbraio 2009

Cari un po' tutti

Cara amica della pubblicità dei kellog's,
ma davvero servivi tu per dirci che "gli studi hanno dimostrato che chi fa una colazione con meno grassi ha una linea migliore di chi non la fa"?
Chi conduce questi studi? Un'equipe di tautologi?

Cara signora del palazzo,
non è che se ti tengo aperto il portone poi devi spargere petali di rosa dove cammino, ma un cazzo di 'grazie' sarebbe comunque un bel gesto. Guarda, basterebbe solo un'occhiata per dimostrarmi che almeno te ne sei accorta. Forse quella tinta bionda da troia sedicenne di sta mangiando il cervello.
Per favore smetti di vestirti come un'adolescente del catalogo onyx, fai vomitare anche un coprofago.

Cari un po' tutti,
iscrivetevi a facebook.
Oppure non iscrivetevi a facebook.
In ogni caso, piantatela di rompere i coglioni al mondo.
Facebook non mi piace, che stronzata, io faccio resistenza (e che cazzo è, l'invasione della polonia? E' facebook, cristosanto!), io sono iscritto ma ora mi cancello, io facebook lo odio perché la gente mi trova, ma che cagata 'sto facebook.
Se non ci volete venire, buon per voi. E zitti.
Se ci siete venuti, idem.
Andate a fare in culo.

Cara signora,
io ho capito che il ballatoio è lungo, però se ti pagano per pulire le scale, cazzo, ci sono anche io su queste scale di minchia.
Vieni a pulire anche qui, perché il giorno che ti becco a fare dietro-front mezzo metro prima della mia porta, ti sbatto al muro come un capretto.
Con stima
Interno 1.

Caro postino - nonché ex-collega,
ma se io da un anno e mezzo ho tolto dal citofono e dalla cassetta della posta il nome dell'inquilino precedente, mi spieghi per quale cazzo di motivo stronzo continui a ficcarmi dentro la posta indirizzata a lui? Non lo vedi che non c'è più? Sei capace a leggere o sei una cazzo di macchinina con i movimenti programmati?
p.s.: la prossima volta che mi lasci l'avviso per una raccomandata quando sono a casa tutta la mattina ti faccio trovare un cobra nella mia cassetta.

Scritto dal Maestro alle 00:29 | commenti (5)
sabato, 14 febbraio 2009

Non fatevi influenzare

Ci passo ogni anno.
Ogni anno butto soldi in sacchetti di agrumi, cullandomi nella vana speranza che la vitamina C esista veramente, e ogni anno va a finire allo stesso modo.
Dal prossimo anno, meno arance più white russian.

Fase 1 - I segnali che non cogli


Se avete letto il bellissimo racconto "Più tardi", di Edith Wharton... beh, fatelo, intanto. Comunque, i primi sintomi si comportano allo stesso modo del fantasma protagonista.
Sei a spasso, bello tranquillo, ti accendi una sigaretta e sì, il fumo ti raschia un po' in gola ma d'altra parte stai fumando un po' troppo ultimamente, è normale, forse dovresti - etcì! sniff... - forse dovresti limitare un po'. Magari da domani fumi un po' meno, eh? Beh, su questo ancora non sai quanto hai ragione.
Vai a dormire con un fastidio in gola e il naso un po' irritato e la mattina dopo hai la chiara sensazione che ti hanno rubato la testa e la stanno usando per compiere il giro del mondo in ottanta giorni. Bastardi.

Fase 2 - L'outing

La fase classica: la febbre sale, hai la sabbia nelle articolazioni, ti sembra di aver ingoiato il gatto, il cibo sa di polistirolo (specie il pollo. Nota: non mangiare mai più pollo durante l'influenza), consumi una quantità francamente imbarazzante di caramelle, e ti spruzzi in gola o nel naso più roba di quanto il miglior tossicomane possa vantare nella sua carriera.

Fase 3 - Il dolore

Non è un dolore metaforico, né il banale mal-di-tutto tipico dell'influenza. Non nel tuo caso. Nel tuo caso è una tappa obbligata, e ha un nome: sinusite. Ti afferra la testa come una piovra (se scrivete 'sinusite' usando il T9 dei Nokia, viene fuori 'piovrite'. Meditate, gente.) e comincia a rosicchiarti il cervello come un criceto di fronte a una ghianda di proporzioni ciclopiche. All'inizio sembra controllabile con un banale antidolorifico, poi va a finire come con i cattivi di Dragonball: ogni volta sembra che hai vinto, e ogni volta quello è solo diventato più forte. Adesso sei tu che passi tre quarti della giornata a emettere rantoli come fanno Goku e soci, ma tu almeno hai un buon motivo.
(Ma i doppiatori di Dragonball non si ribellano mai?)

Fase 4 - I pensieri di morte

Anche questa è un classico, un po' per tutti.
Se poi la tua influenza raggiunge il settimo giorno e non sembra avere intenzione di ritirarsi, e tu sei al settimo livello di ipocondria (ho paura che qualcuno, da qualche parte, si ammali e muoia), la fase 4 è davvero interessante.
  • Ora muoio. subito.
  • Forse non è solo influenza. Forse è un cancro. O una malattia autoimmune (nota: ricordati di scaricare la nuova puntata di Dr. House).
  • Ho 31 anni e non ho concluso niente, ora me ne vado e a che cazzo è servito tutto questo?
  • Maledetta inter! 
  • Non voglio morire da cittadino berlulsconiano.
  • Mi mancavano solo 20 pagine per finire il romanzo di Gaiman.
Fase 5 - L'herpes

Anche questa non la scampo mai.
Tutte le creme, cerotti, antivirali e cose varie anti-herpes concordano su un punto nelle loro istruzioni: l'importanza della tempestività. L'impiastro in questione è decisamente più efficace se applicato/assunto alla prima impressione di un sintomo. Bello. Però, cari signori, venite a casa mia.
Io vado a dormire tranquillo - beh, certo, in preda alle fasi 2 3 e 4, perché si accumulano, non si sostituiscono - e al mattino ho una crosta sul labbro che sembra mi abbiano chiuso la bocca con un sigillo di ceralacca, e tutto il labbro superiore ha aumentato di 12 volte il suo volume. Come diavolo dovrei fare? Fare la veglia attento al primo prurito? Immaginate cosa potrebbe significare una veglia in preda alle fasi 2-3-4?
Fortunatamente la fase 5 è quella che decreta la fine delle ostilità tra me e me stesso.
Durerà altri 10 giorni. Nel frattempo è arrivata la primavera, e io esco al nuovo sole diafano come una salamandra.

Scritto dal Maestro alle 01:50 | commenti (1)
sabato, 07 febbraio 2009

Cheppalle

Ma perché splinder non mi fa MAI cancellare i post, e io ogni volta devo fare un balletto per coprirli con qualcosa?

Scritto dal Maestro alle 20:18 | commenti (3)
mercoledì, 04 febbraio 2009


Scritto dal Maestro alle 23:55 | commenti (2)
giovedì, 29 gennaio 2009

Amici miei

I miei amici sono completamente fuori di testa.
Non è un simpatico modo di dire che sono simpatici e un po' pazzi. Sono veramente fuori di testa.
Uno di loro, tanto per dire, è riuscito far sballare il suo pusher solo parlandogli. A quello è venuto un attacco epilettico ed è finito al pronto soccorso in codice rosso.
Un altro (ehm, non credo sia l'unico, veramente) mette la sveglia alle 4 di mattina perché deve muovere la sua flotta a Ogame.
Un'altra si è fatta portare alle 2 di notte sotto casa dell'ex ragazzo. Alle 3.45 mi ha richiamato dicendo 'mi vieni a prendere?'. Io vado e chiedo cosa è successo. E lei: 'non era in casa'. Bene.
Un altro ha chiesto, a una suora che teneva una bambina in braccio: "È sua figlia?"
Un altro ha una gabbietta in casa dove tiene un pappagallo. Questo, intendo.
Questi sono solo alcuni.

Di tutti, i più improbabili sembrano a un'occhiata superficiale, Questi due.
Poiché frequentano questa gabbia di matti piuttosto spesso, non è insolito trovare, la mattina dopo, foglietti, pagine strappate, tovaglioli e scontrini con su scritte le cose più inquietanti.
Ecco una selezione dei frammenti che, spesso e - forse - volentieri, io e Calvin troviamo in giro per casa, magari a distanza di giorni.

Il Maligno è in questa casa (su una cartolina promo di non so cosa)

Lavare accuratamente tutto ciò che è stato a contatto con manine cinesine

Il coniglietto della morte (disegnino allegato)

Barbara = Schifo, Pulce = amore ∞

Alberello monello. Letterina approvata da Pans. (disegnino allegato)

Pans non si discute, si ama (penna su scottex)

Albinismo e bastone (disegnino allegato)

Segue poi, regolarmente, una serie di parole in libertà, slegate dal contesto, che Gnegnet ha l'abitudine di appuntare come uno stenografo della Camera, con risultati affascinanti per qualunque filologo:

Senso di morte - corsi per fare soldi - palestra per lobotomizzati - forse ho la mononucleosi - storia vera - persona carinissima - cosa venite a fare? - andiamo a trigoria per le mutande di vucinic - etc.

Il tutto culmina in una orrenda - no, davvero - cartolina dalla Dalmazia, che ritrae le loro facce stravolte dopo non so quanti giorni nei balcani, due febbri da cavallo e nessun soldo in tasca - che i nostri, in un attimo di lucidità, hanno avuto il buon gusto di NON spedire ma di portarci a mano. Il postino ringrazia.

Scritto dal Maestro alle 16:20 | commenti (9)
mercoledì, 28 gennaio 2009

E' morto Mino Reitano

Accolgo la notizia con composto dolore.
Quasi come se non me ne fregasse alcunché.

Scritto dal Maestro alle 02:09 | commenti (2)